Qualcuno
a cui dare il Cu…ore
Capiamoci: io non ho (quasi)
niente contro l’amore, ci sono un sacco di cose peggiori al mondo (per esempio
ritrovarsi “Miele” di Gigi d’Alessio sul pc dopo averlo fatto formattare da
quella che credevi una persona normale.) Tuttavia, come tante altre persone
ciniche hanno l’occasione di dire ogni anno, non riesco a vedere il senso di
dedicare un giorno di febbraio a una cosa del genere, nella stessa misura in cui
non vedo il senso di dedicare una giornata a, diciamo, i cani col cappottino.
Si tratta di una cosa di cui comunque non tutti possono godere e che viene
riconosciuta abbastanza importante da giustificare vetrine piene di oggetti
essenzialmente brutti, ma non la chiusura delle scuole, esattamente come
agirebbe un’eventuale festa dei cani col cappottino (oddio che immagine
orrenda). Alla luce del fatto che se una festa non serve a chiudere le scuole
perde di ogni utilità, spero abbiate compreso la mia posizione a riguardo.
Ignorerei il 14 febbraio molto
volentieri se non fosse il mio compleanno. Le conseguenze di questa sfortunata
fatalità sono, a voler stringere, tre:
1)
Tutti sanno chi è il santo del giorno in cui sei nato,
e giustamente quando lo sentono diventano tutti cattolici convinti, così da
poter fare la domanda piu’ intelligente del mondo: “E perché non ti hanno
chiamato Valentina?”. Io consiglierei a tutte queste persone di dare
un’occhiata al calendario dei santi per vedere a cosa corrisponde il loro
compleanno: voglio vedere che faccia fate se vi chiedo come mai non vi chiamate
Telesforo o Ulla.
2)
A meno di non assistere a particolari congiunzioni
astrali, sulla ventina di amici che senti regolarmente ce ne sarà almeno una
metà che a San Valentino piange o si incazza per storie cominciate, proseguite
o finite male (una delle tre, o anche tutt’e tre).
3)
L’altra metà, giustamente, non ti caga piu’ di tanto
per la ragione opposta.
Un vantaggio, l’unico, è che di
certo non si corre il rischio di passare la serata di San Valentino a imitare
Bridget Jones che guarda documentari sull’accoppiamento dei leoni,
eventualmente con un barile di gelato. Non ho mai passato un San Valentino da
sola, questo è certo.
Essendo nata in questo giorno di
merda, comunque, ho avuto un sacco di occasioni di esaminare tutte le cose che
odio di piu’ tra le romanticherie. E’ venuto fuori che si tratta di:
-
Le scritte sui muri.
-
I soprannomi che si ispirano a “trottolino amoroso”, e
quindi
-
LE SCRITTE SUI MURI CON I SOPRANNOMI
-
L’uso di Shakespeare nei baci perugina
-
Le cene a menu’ fisso per coppie. Per carità, mi
innamoro anch’io ogni tanto e lo so che si diventa cerebrolesi, per cui
immagino che ci possano essere difficoltà a leggere il menu’ normale in alcuni
casi limite, ma non mi sembra un buon motivo per promuovere questa tendenza.
-
I peluche a forma di cuore. No, sul serio, su questo
potrei scrivere un poema. A parte che è assolutamente vero quello che sostiene
la fidanzata di Sheldon Cooper, cioè che la nostra rappresentazione di “cuore”
è un simbolo ispirato a un paio di chiappe e sicuramente non al cuore umano, e
devo anche aggiungere che oltre tutto non si tratta manco di un bel sedere, ma
in ogni caso io considero sensati i peluche esclusivamente se sono a forma di
animale o di qualcosa di simpatico. Tra l’altro è comune trovare questi poveri
orsi, panda, delfini abbracciati a degli orrendi cuori con su scritto “I love
you”, e la gente è così crudele da CUCIRE quell’orrore addosso al peluche
originale, cosicché che comunque quel cuore di merda te lo devi tenere. Che poi
in camera di una ragazza fa effetto bimba-minchia anche se la padrona della
stanza è laureata in legge col massimo dei voti; in camera di un ragazzo, non
ci si può far niente, è una cosa gay. Ma anche senza tutte queste riflessioni: i cuori di peluche sono, semplicemente, brutti.
-
LE SCRITTE SUI MURI CON I SOPRANNOMI CIRCONDATI DA
CUORI.
Ora, mi si può chiamare pesante,
esagerata, e si può ribattere che se succedesse a me di sentirmi chiamare “gattina mia” e di godere del menu’ fisso
per coppie di Lilly e il Vagabondo mentre due italo-americani suonano la
fisarmonica (strumento molto diffuso a Napoli secondo Walt Disney) la penserei
diversamente. Oh, ma perché me la dovete tirare? E’ il mio compleanno, cazzo!
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